Whatsapp

+39 371 480 6312

Mobile

+39 371 480 6312

Mail

ciao@francescopelliccia.it

Come scegliere il font perfetto

Indice

Prima di tutto, si dice il font o la font?

Come ci suggerisce l’Accademia della Crusca sul genere di font, meglio preferire il maschile font per la terminologia informatica e ripristinare il femminile originario fonte per quella tipografica, così da mantenere la distinzione semantica connessa ai due ambiti, oltre a rendere conto della diversa origine inglese e francese delle due forme.

Differenza tra font e carattere tipografico

Il font è il file di un carattere tipografico, che a sua volta è l’insieme di tutti i caratteri e glifi studiati in modo coerente e secondo gli stessi principi formali. Per fare un esempio:

  • La lettera “A” è uno dei caratteri del carattere tipografico
  • Il carattere “A” a sua volta è formato dai glifi “A, a, a, a”

La lingua inglese è molto chiara in queste indicazioni:

  1. il carattere (inteso come lettera) è character;
  2. glifo è glyph
  3. il carattere tipografico, è typeface.

Quindi, utilizzare la parola “font” al posto di “carattere” è un tipico errore dell’era digitale, perché  confonde il file con il suo contenuto.

Come si dividono i caratteri?

I font serif si distinguono da quelli sans-serif per la presenza delle “grazie”, ossia abbellimenti dei glifi come per esempio gli allungamenti ortogonali delle aste delle lettere o dei numeri.
In linea generale, anche se oggi questa distinzione spesso viene meno – perché internet ci ha abituati di più ai font “bastoni”, cioè senza le grazie – i font “graziati” o serif sono sicuramente indicati per la stampa tipografica, mentre i font sans-serif sono consigliati per i testi da leggere su schermi o display, perché hanno una migliore leggibilità.

Differenze tra i caratteri serif (con le grazie)

La famiglia dei font serif, “graziati”, si divide in 4 categorie:

  1. Gli Old Style sono cronologicamente i primi font serif; si suddividono a loro volta in Veneziani e Umanisti – che hanno un contrasto basso tra le linee spesse e quelle sottili – e in  Gerald o Romani antichi che invece hanno le lettere più scorrevoli e un contrasto più marcato.
  2. I Transizionali risalgono alla metà del Settecento e hanno le forme geometriche e un contrasto netto tra orizzontale e verticale.
  3. Bodoni o Didoniani, o Romani moderni: ideati tra il Settecento e l’Ottocento ha le stesse caratteristiche dei transizionali, ma più accentuate.
  4. Infine, Slab Serif o Egiziani, diffusosi nei primi decenni dell’Ottocento perché, all’epoca, l’antico Egitto era molto di moda, e furono impiegati molto in ambito pubblicitario.

Differenze tra i caratteri sans-serif (senza grazie)

Contemporanei degli Slab Serif o Egiziani sono stati i sans-serif, ideati sempre in Inghilterra all’inzio dell’Ottocento, per essere usati principalmente in pubblicità. Si dividono i n3 sottocategorie:

  1. Grotesque, così denominati per la mancanza di grazie nelle lettere, ma che ebbero comunque una buona diffusione;
  2. Neo-grotteschi, creati alla fine dell’Ottocento, ma impiegati solo a partire dal secondo dopoguerra.
  3. Geometrici (contemporanei alla diffusione dei neo-grotteschi) basati sulle tre forme geometriche di base: il cerchio, il quadrato e il triangolo.

Altri caratteri

Gotici

I caratteri gotici sono sicuramente i più famosi tra i font che non rientrano in nessuna delle classificazioni e famiglie precedenti. Derivano dalle prime lettere stampate sulla Bibbia di Gutenberg e si sono diffusi con la digitalizzazione della tipografia.

Script o calligrafici

I caratteri Script sembrano scritti a mano con la penna: comunicano tenerezza, eleganza e pensiero creativo.

Moderni

I caratteri Moderni hanno uno stile nuovo, sono dritti e rappresentano fermezza, progresso e stile.

Display

I caratteri Display sono molto particolari ed esprimono ricchezza emotiva, unicità e cordialità.

Monospace

I caratteri monospace presentano tutte le lettere della stessa larghezza. Sono poco utilizzati online perché poco attivanti.

Come scegliere il font migliore per un logo?

Sicuramente come primo step bisogna guardarsi intorno e vedere i loghi della concorrenza nel tuo settore: ciò consente di farsi un’idea e prendere un primo orientamento in base alle preferenze proprie e a quelle del mercato.
Poi, il carattere scelto deve essere semplice, perché sarà replicato più volte, in più modalità e dimensioni, su diverse superfici, sia a video che stampato.
Deve essere sicuramente in linea con le caratteristiche del proprio brand, e riflettere questi aspetti. La scelta deve considerare il prodotto o il servizio offerto, identificare il pubblico di riferimento, ma non seguire le mode del momento, affinché resti attuale nel tempo.
Infine, è bene impiegare uno o al massimo due caratteri distinti, non di più, altrimenti potrebbe generare una giustapposizione poco gradevole alla vista e suscitare sfiducia nei destinatari.

Come scegliere il font giusto per il tuo sito web

La lettura sui video di desktop e laptop e sui display di tablet e smartphone è molto diversa da quella sulla carta stampata, come giornali, riviste, libri e materiali pubblicitari e promozioni vari.
Gli utenti, online, adottano molto la lettura cosiddetta a scansione, cioè scorrono velocemente il testo individuando le informazioni principali. Quindi, la leggibilità per una comprensione immediata del testo è alla base di un progetto web: per questo è bene non utilizzare più di 3 font, variando titolazioni, paragrafi e microtesti. Infine, il font deve essere leggero da caricare, per non appesantire il peso complessivo della pagina e la velocità di caricamento del sito.

 

 

 

© 2020-2022 Francesco Pelliccia
Partita IVA 12432661002