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7 anni per scrivere questo post

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Ci ho messo 7 anni per scrivere questo post. Anzi, non proprio per questo, ma insomma per arrivare al punto in cui fosse tutto pronto, come lo avevo in mente da tempo e ancora non riuscivo a realizzare: una forma che soddisfacesse prima di tutto me stesso.

Ecco, arrivato a questo punto mi sono sentito pronto a ricevere quei feedback che nella professione, così come in ogni aspetto della vita, ritengo una vera linfa. Intendiamoci, non amo i commenti negativi, ma mi piacciono le critiche, specialmente se ben argomentate, perché fanno la differenza: quando le ricevi, dopo la prima tentazione di assumere sul viso un broncio infantile perdurante, inizia subito dopo il ragionamento razionale dell’adulto che ti consente di cogliere tutto ciò che di buono la critica ti consegna a mani basse.

Dicevo, ho impiegato 7 anni a mettere online questo sito e iniziare a scrivere questo primo post sul blog. Sono tanti, sono anni in cui – prima di tutto – ho avviato la mia attività professionale, l’ho sviluppata con calma (non sempre con cura), ho avuto la fortuna di poter lavorare senza dover investire in pubblicità, ma soprattutto non ho mai iniziato a comunicare perché sentivo di non avere realmente qualcosa da dire, quindi preferivo tacere: non sapevo esattamente a chi rivolgermi e soprattutto non pensavo di riuscire ad avere la giusta costanza per portare avanti un blog, o newsletter, o podcast, o chissà cos’altro.

Adesso il momento giusto è arrivato: nella vita, quando arriva il momento giusto per fare qualcosa lo riconosci immediatamente, te ne accorgi da te.Frase stra-sentita, mai come ora compresa appieno.

Avere la costanza di fare qualcosa, in momenti come le vacanze, oppure i periodi di stallo dagli impegni, o il weekend, sembra facile: ok, sappiamo già che non lo è, basta davvero un niente a (inter)rompere la routine. Figuriamoci quando siamo nel pieno del lavoro, i momenti di affollamento, i picchi… praticamente impensabile. Ecco, io per cominciare, il mio appuntamento personale con la Storia me lo sono ritagliato in piena emergenza Covid-19 alias “Corona Virus”: #IoRestoACasa mentre vado online, e viceversa.

Ecco: questa è la sfida minima che mi sono posto. Non importa se perderò qualche battaglia, l’intenzione è quella di vincere il conflitto. Conflitto che è prima di tutto interiore, e il modo di aggirarlo l’ho trovato semplicemente cosi: comunicare è prima di tutto formativo per se stessi. Ci aiuta a cristallizzare i pensieri, condividere le idee, commentare le notizie. Una sorta di diario.

Insomma, il conflitto è iniziato e sto schivando gli agguati sapendo che d’ora in avanti ho la percezione di avere qualcosa da dire che possa essere utile a chi legge e aggiungere qualcosa alla discussione su un argomento. Soprattutto, so che scrivere e condividere non sarà una perdita di tempo né per me né per te che mi leggerai: sarà un’occasione di studio, un momento formativo condiviso, gratuito e ricorrente.

Per capirne un po’ di più
e per saperne un po’ di più
non basta un attimo.
Ci va il tempo che ci va,

sì, tutto il tempo che ci va,

non basta un attimo, ma anni.

Paolo Conte – ANNI
“Aguaplano”, 1987

Photo Credits: martinm303 su Envato Elements

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